Battistero Paleocristiano di Sala Consilina

Il Battistero Paleocristia­no di San Giovanni in Fonte, a Sala Consilina, in provincia di Salerno è uno straordinario monumento, prezioso e raris­simo gioiello dell’arte tardoantica cam­pana.

Costruito nel 308 dopo Cri­sto, all’epoca dell’impe­ratore Costantino, il Battistero si caratterizza per essere l’unico al mondo che catturi l’acqua bat­tesimale direttamente dalla sor­gente.
L’antica struttura è sta­ta sottoposta a una lunga serie di restauri  nel­l’ambito di un progetto di riqua­lificazione dell’intera area ar­cheologica di San Giovanni in Fonte, nella quale è stato realiz­zato tra l’altro un percorso trekking adatto anche ai disabi­li.
Esso si trova sul sito nel quale sorgeva Marcellanium, su­burbio dell’antica Cosilinum, città della Lucania romana.           Al­l’epoca della costruzione del monumento, a Marcellanium si teneva, nel giorno dedicato a San Cipriano, il 16 settembre, una importante fiera annuale, frequentata da mercanti prove­nienti dal Bruzio, l’odierna Cala­bria, dall’Apulia e dalla Luca­nia.

Il Battistero fu rea­lizzato sopra una sorgente perenne considerata sacra in cui il bat­tesimo veniva amministrato per immersione. Del Battistero fa menzione Cassiodoro in una let­tera (Var. VIII, 33) del 527 dopo Cristo, ricordando come Marcel­lanium prendesse nome pro­prio dal fondatore del Battiste­ro, «a conditore sanctorum fon­tium nomen accepit», cioè Pa­pa Marcello I (308-309). Nello stesso documento si parla del­l’aumento miracoloso del volu­me delle acque che si verificava sul sito durante la cerimonia del Sabato Santo. La nobile storia di questo luo­go avrebbe poi conosciuto un momento di drammatica frattu­ra intorno al IX secolo, in conse­guenza degli attacchi saraceni.

Nel XII secolo, sulle macerie del Battistero fu costruita una chie­sa dedicata a San Giovanni Batti­sta, divenuta poi una commen­da dell’Ordine dei Templari, cui rimase fino all’abolizione del­l’Ordine stesso nel 1312, per poi passare all’Ordine Gerosolimita­no, quindi al demanio. Con difficoltà, oggi, si legge il corpo centrale dell’opera, una quadruplice arcata su cui era im­postata un’ampia cupola a tutto sesto, raccordata al quadrato di base tramite trombe angolari. Qui avveniva l’iniziazione cri­stiana dei fedeli, che accedeva­no per sette simbolici scalini, come ricorda Cassiodoro. Gli ambulacri perimetrali e l’abside mostrano una fisionomia archi­tettonica che trova riscontro ne­gli edifici mediorientali del VI secolo, e che fa supporre un rifa­cimento del manufatto in epo­ca giustinianea, dopo la conclu­sione della lunga e sanguinosis­sima guerra gotica. Alla stessa epoca sarebbero da ascrivere i volti che dai pennacchi assiste­vano al rito battesimale: sono quelli dei quattro Evangelisti.