Castello di Teggiano

Teggiano è uno dei centri storici più caratteristici del Vallo di Diano. A renderlo tale è l’aver mantenuto inalterata la sua antica fisionomia, presentandosi come costruito su una collina che sovrasta l’intera valle. Difatti la potente famiglia Sanseverino vi costruì il Castello e la elesse a roccaforte dove potersi rifugiare in caso di pericolo.

Teggiano ha assunto attraverso i secoli diverse denominazioni: Tegea quando faceva parte delle 12 città confederate lucane, Tegianum o Dianum in epoca romana, poi Diano, da cui deriva il termine “Vallo di Diano”.

Notevole importanza spettò alla Teggiano del periodo Italico, che ricoprì un ruolo di primissimo piano sia nell’ambito delle dodici città federate Lucane che in occasione delle guerre sociali. Sotto il dominio di Roma poté persino vantare il fatto di aver dato i natali ad uno degli ultimi imperatori dell’impero Romano d’Occidente, Flavio Vibio Severo (305-307 d.C. ).

È in epoca medioevale che l’allora Diano ha avuto un ruolo predominante nella storia del Vallo di Diano. Lì Antonello Sanseverino, Principe di Salerno e signore dello Stato di Diano, insieme a molti altri feudatari della zona, ordì la Congiura dei baroni, una sorta di sommossa fiscale contro il re di Napoli Federico d’Aragona e conclusa nel 1487 con l’accordo fra le parti.

A quell’epoca oltre al Castello era protetta tutta la città poichè Diano era cinta da alte mura con 25 torri di guardia e quattro porte di accesso e fu ritenuta inespugnabile dopo che resistette per 3 mesi all’assedio del nuovo re di Napoli Ferdinando d’Aragona.

Ecco l’itinerario turistico consigliato:

  • Castello dei Principi Sanseverino
  • Cattedrale di Santa Maria Maggiore
  • Giro visite organizzato di tutte le Chiese e Musei

Il Castello dei Principi Sanseverino – Castello Macchiaroli

Sorto in epoca normanna in seguito al processo di incastellamento degli antichi abitati, il Castello di Teggiano è fra i più importanti dell’Italia meridionale.

Nei primi anni del Quattrocento, quando Diano era stata incamerata nel demanio regio per la cacciata dei suoi feudatari, i Sanseverino, il Re di Napoli Ladislao di Durazzo dispose un primo restauro del Castello, ordinando che alle spese occorrenti contribuissero tutti i paesi del Vallo di Diano.

Un altro restauro è documentato nel 1417, disposto questa volta dai Sanseverino, ai quali si deve perciò l’ampliamento della costruzione che fece assumere al Castello quell’aspetto monumentale che notiamo ancora oggi.

Il Castello è citato nella storia del Regno di Napoli per due fatti memorabili avvenuti in esso:

- la Congiura dei Baroni contro il Re Ferdinando I° d’Aragona. Nel 1485, sotto la guida del Principe Antonello Sanseverino, i Baroni della zona, stanchi di contribuire in maniera sempre crescente alle spese militari del Re, si ribellarono riunendosi a Diano.

- l’Assedio di Diano del 1497. Nel secondo decennio il Castello fu restaurato da un altro dei suoi proprietari : il Marchese Giovanni Villani. Tale restauro è ricordato da una lapide posta all’ingresso principale.

Cattedrale di Santa Maria Maggiore

Sorta verso la fine del 1200, la chiesa ha subito nel corso dei secoli numerose trasformazioni. Nel Medio Evo l’ingresso principale era sulla piazza, preceduto da un porticato a tre archi, affiancato dal campanile, staccato, e con il Battistero di San Giovanni di fronte (questa struttura è tipica, basti pensare al duomo di Firenze o di Pisa).

Verso la metà del 1800, ci furono tre avvenimenti importanti: il terremoto del 1858, la beatificazione di San Cono e l’essere diventata sede di Diocesi. Nel realizzare i lavori, dopo il terremoto, si colse l’occasione per ingrandire la chiesa realizzando tutta la parte del transetto del presbiterio e della sacrestia, invertendo anche l’ingresso che dalla piazza fu spostato nel vicolo opposto.

La storia della Principessa Costanza

Nel 1480 Antonello Sanseverino, Principe di Salerno e Signore di Diano sposa Costanza, figlia di Federico da Montefeltro, il grande Duca di Urbino.

In ricordo di questo avvenimento, per riviverne i fasti e la magnificenza, la Pro Loco di Teggiano, ogni anno, organizza questa festa medioevale di metà agosto.

È una occasione unica per poter godere di tutto il patrimonio artistico e culturale di Teggiano visto che in tutti i monumenti, contemporaneamente aperti per l’occasione, sono possibili visite guidate. Accompagnati da sbandieratori e tamburini, allietati dal suono melodioso e accattivante dei musici, distratti dai vari spettacoli allestiti da numerosi giocolieri, menestrelli, mangiafuoco si possono godere, lungo il percorso appositamente prestabilito, le delizie di pietanze sapientemente imbandite nelle Taverne.

Si comincia con la Taverna della Congiura dove si assaporano salsiccia, salame et cacio fresco, prelibati prodotti del luogo.

Così succulenti sono senz’altro i parmatieddi da gustare presso la Taverna dei Mori o i cavatieddi et fasuli co la porva piatto della Taverna Antica.

In un continuo via vai di gente intenta a leccarsi i baffi si arriva poi alla Taverna dell’Assedio dove si viene letteralmente aggrediti dalla fragranza della salsiccia de porco in su la brace et provola rostita, per passare poi alla Taverna della Vecchia Porta con i succulenti civiere de cinghiale o de agnello.

L’itinerario ha il suo dolce epilogo presso la Taverna de lo Falco dove si trovano bicchinotto, tunnuliddo et coronetta et pizzichino a volontà.

Una tre giorni artistico-gastronomica nella Diano medioevale dei Principi Sanseverino, indomabili Signori del sito, fervidi e arditi sostenitori degli Angioini, nonché fieri avversari degli odiati Aragonesi di Napoli.

La manifestazione  ha una vasta eco sia di stampa che di pubblico, ma il veicolo pubblicitario più efficace e trascinante è risultato il passa-parola effettuato da chi, presente alle precedenti edizioni, ha trasmesso con entusiastico slancio l’emozione ricevuta per essere stato calato perfettamente nell’atmosfera medioevale.

La qualità e la valenza turistica della manifestazione è stata sottolineata anche da un servizio filmato che la RAI ha trasmesso nel TG3 e con un servizio su RAI INTERNATIONAL.

Sulla scia di questi risultati, per le edizioni future è stato stilato un progetto che prevede l’ampliamento del Corteo Storico con la creazione di nuovi costumi d’epoca, la realizzazione di un gruppo di  Danza Medioevale e Musici, la ricostruzione fedele di arti e mestieri, messa in scena lungo tutto il percorso di spettacoli di sicura valenza medioevale per creare il clima adatto, l’allestimento su tutto l’itinerario di scenografie medioevali e una ancor più diffusa campagna pubblicitaria.

Il risultato più significativo è l’essere riusciti a ricreare l’atmosfera ed il clima di un tempo. Passeggiando per il centro storico si ha l’impressione di tornare indietro nel tempo e di vivere come in un film. Questa sensazione è ulteriormente accresciuta dalla introduzione dell’uso della moneta del XV secolo.

Passando per la Banca di Cambio, posta all’inizio del percorso, si potranno usare per ogni tipo di acquisto nelle taverne, al mercato ed in tutto il centro storico ducati, tarì e tornesi riconiati secondo gli antichi disegni.

Al fine, poi, di studiare a fondo le nostre radici è stato preparato un progetto per una pubblicazione di grande pregio editoriale (stampa su carta patinata con numerose fotografie a colori e rilegatura in brossura con sovracopertina a colori) che partendo dall’analisi dei vecchi mestieri porti ad evidenziare come nel corso dei secoli alcune tradizioni si sono conservate nel tempo mentre altre sonocomparse.

In questo si inserisce la festa medioevale che proponendo, con rigore storico, ricostruzioni di vecchi mestieri potrà favorire nel prossimo futuro la riscoperta di vecchie attività artigianali che potranno rappresentare nel progetto più ampio di sfruttamento turistico del centro storico di Teggiano, una occasione di lavoro per molti giovani.

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